Focus su Davide Moretti

Panoramica sul gioco di Davide Moretti, giocatore della Treviso Basket vicino a scegliere la sua destinazione in NCAA: Indiana, UConn, Texas Tech o Utah.
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Davide Moretti è prossimo a compiere una scelta cruciale, la più importante fin qui nella sua giovane carriera. La combo guard di Treviso ha sempre avuto a mente il college basket, contemplandolo come possibile tappa del suo futuro. Ora è negli Stati Uniti e oggi, martedì 6 giugno, inizierà la sua quarta e ultima visita ufficiale (Utah) dopo esser già passato per i campus di Indiana, UConn e Texas Tech.

Nessuna sorpresa quando questi quattro importanti nomi vennero fuori poco più d’una settimana fa: il figlio di coach Paolo Moretti è uno dei prospetti più in vista non solo del panorama italiano ma anche di quello europeo. Premiato recentemente come miglior Under 22 della Serie A2, il Moro ha chiuso la sua stagione viaggiando a 12.7 punti e 2.2 assist di media e si appresta ad essere il giocatore di punta della nazionale ai prossimi Mondiali U19 (Il Cairo, 1-9 luglio) dopo aver guidato la stessa squadra al bronzo europeo conquistato nello scorso dicembre (14.8 punti e 5.0 assist di media).

Cos’è che fa di Moretti un prospetto top a livello continentale? Proviamo a rispondere a questa domanda passando in rassegna le varie parti che compongono il suo stile di gioco.

 

CREARE IL PROPRIO TIRO – Una parte sostanziosa del talento offensivo di Moretti consiste nella sua capacità pronunciata di combinare abilità nel trattamento del pallone con una visione di gioco molto buona, il che gli permette di occupare lo spazio giusto al momento giusto per liberare il tiro in sospensione (benché, va detto, dovrà rimettere le cose a posto per quanto riguarda le percentuali da 2, passate dal 44.2% del 2015/16 al 38.9% di questa stagione). Gran parte dei suoi long-two e tiri dalla media sono costruiti dal pick and roll ma è capace di crearsi occasioni anche in situazioni meno favorevoli e ortodosse. Non ha bisogno di molto spazio attorno a sé per lasciar partire il tiro, il che fa del suo uno-contro-uno un gioco piuttosto imprevedibile e difficile da arginare.

 

DALL’ARCO – Il tiro da tre è una delle armi principali del suo repertorio. In quest’ultima stagione ha messo insieme un 37.7% (61/162 in totale, 4.4 tentativi a partita) assolutamente di tutto rispetto, dando prova di quanto possa essere una minaccia in situazione di catch-and-shoot, specialmente – ma non solo – coi piedi per terra.

 

Tecnica fluida, rilascio veloce: Moretti ha estrema fiducia nel proprio tiro e non esita a innescarlo dal palleggio quando si ritrova abbastanza spazio a disposizione.

 

ATTACCARE IL CANESTRO – Moretti non dispone né del telaio più robusto né dell’atletismo più spiccato (benché, da un lato, abbia rinforzato progressivamente la parte alta del corpo negli ultimi due anni e, dall’altro, sia più che sufficientemente rapido per il ruolo che ricopre). Ciò comunque non gli impedisce d’essere una minaccia in prossimità del canestro grazie alla sua ottima coordinazione, la capacità di concludere nonostante i contatti e un floater altamente efficace e che usa per evitare i tentativi di stoppata degli avversari.

La sua fiducia nell’attaccare il pitturato è cresciuta molto durante l’ultima stagione, come testimoniato dall’aumento delle conclusioni da 2 punti rispetto a quelle da 3. Non meno importante, è estremamente bravo nel caricare gli avversari di falli (4.2 subiti a partita quest’anno, 5.1 durante i playoff) e guadagnare viaggi in lunetta, dalla quale tira con un notevole 86.3%.

 

LONTANO DAL PALLONE – In passato ci eravamo abituati nel vederlo creare situazioni d’attacco principalmente tenendo la palla in mano: per questo motivo, la sua accresciuta capacità nel leggere la difesa ed eseguire tagli a canestro ha rappresentato un miglioramento facile da notare durante questa stagione e un importante elemento di varietà nel suo gioco.

 

 

CAPACITÀ DI PASSAGGIO – Essendo una combo guard, Moretti ha speso porzioni di minutaggio all’incirca simili come quantità fra gli spot 1 e 2. Da playmaker sa gestire il pallone a velocità diverse, in particolare calandosi a dovere ai ritmi bassi che hanno perlopiù caratterizzato la squadra di coach Stefano Pillastrini. Con Treviso, è stato alquanto raro vederlo impegnato nel penetra e scarica mentre, invece, ha distribuito una gran quantità di palloni in post basso, mostrando abilità nel consegnare assist anche in spazi ristretti.

 

NON IL TIPICO FRESHMAN – Dopo qualche breve ma significativa apparizione in Serie A, due anni di fila con un ruolo importante in Serie A2 e tanti tornei internazionali giovanili disputati sin da quando aveva 15 anni, il Moro farà il suo ingresso in NCAA forte di un’esperienza di gran lunga superiore alla matricola media di Division I.

Ancor più importante, potrà contribuire a livello di high-major grazie a capacità di leadership ampiamente comprovate e l’inclinazione a prendere in mano la partita nelle sue fasi più delicate. Il numero di giocate decisive sfoderate sia con Treviso che con la Nazionale Under è davvero impressionante (la sua ultima prova in questo senso: la serie di triple scoccate contro Trapani in Gara 2 degli ottavi di finale). Qui sotto, uno dei suoi canestri più elettrizzanti: il tiro della vittoria nella partita disputata a gennaio contro Forlì (58-55).

 

DA MIGLIORARE: SCELTE… – Breve premessa: Moretti ha un feel for the game superiore rispetto a quello della maggior parte dei giocatori della sua età (e non soltanto nel panorama italiano). Parlare di scelte da migliorare potrebbe sembrare, a prima vista, una qualche sorta di pignoleria: in realtà, essendo un prospetto d’élite a livello europeo, è lecito pensare che una crescita ulteriore nell’evitare scelte affrettate e forzature nella ricerca dell’uno-contro-uno, gli permetterebbe di raggiungere una dimensione completamente adulta e che, alla luce dei due anni spesi fra i senior dell’A2, può e deve essere pronto a compiere.

 

… E DIFESA – Ad oggi, la difesa rimane ancora il punto debole nel repertorio di Moretti. Negli ultimi due anni ha compiuto alcuni progressi: sa rubare palla in maniera intelligente in situazione di raddoppio, è piuttosto reattivo sui rimbalzi lunghi e – piuttosto sorprendentemente, vista la taglia – può essere efficace nell’ostacolare le linee di passaggio quando è impegnato nella marcatura a uomo negli short corner ai lati dell’area. Per quanto riguarda tutto il resto, c’è ancora molto lavoro da fare: dal pressare maggiormente il portatore di palla al fare migliori scelte in aiuto, fino al migliorare negli scivolamenti e nella difesa sui pick and roll, con quest’ultimo che rappresenta attualmente la sua debolezza maggiore nella metà campo difensiva.

 

LE SUE QUATTRO OPZIONI

INDIANA – Situazione di totale ricostruzione sotto gli storici banner dell’Assembly Hall: Archie Miller – arrivato da Dayton e al suo primo incarico da capoallenatore in una high-major – è stato chiamato a prendere il posto occupato per nove anni da Tom Crean e dovrà metter mano a una squadra che sarà orfana di tre dei suoi migliori quattro realizzatori della scorsa stagione (OG Anunoby, Thomas Bryant e James Blackmon). Per Moretti, potrebbe essere l’occasione propizia per inserirsi nel reparto guardie ma non vanno dimenticate né la presenza di Robert Johnson (12.8 punti a partita nel suo anno da junior) né quella di Josh Newkirk e Curtis Jones, due esterni che potrebbero fare un decisivo passo in avanti nella prossima annata. Gli Hoosiers, insomma, sembrano proprio un’opzione tanto suggestiva quanto colma di punti interrogativi, perlomeno nel breve termine.

UCONN – Connecticut, “vittima” di vari addii prematuri (ovvero, transfer) avvenuti alla fine dell’ultima stagione, ha ancora ben tre borse di studio da assegnare e dovrà cercare di cancellare al più presto un’annata avara di soddisfazioni rispetto ai grandi successi di tempi ancora recenti. Nel confronto con le altre tre candidate, UConn è quella che ha qualcosa in meno da offrire in termini di competitività della propria conference – anche se la neo-ammessa Wichita State finirà senz’altro per alzare il livello dell’American Athletic – ma rimane pur sempre un programma importante dove lo spazio per Moretti non dovrebbe mancare.

TEXAS TECH – Il college di Lubbock è attualmente molto attivo sul piano del recruiting al fine di riempire l’ultimo posto rimasto vacante nel roster. Oltre al top scorer Keenan Evans (15.4 punti l’anno scorso), la concorrenza interna nel reparto esterni appare piuttosto aperta, con un’altra point guard (Hyron Edwards, in arrivo da junior college) come elemento in entrata che sembra svettare rispetto agli altri.

UTAH – La squadra allenata da coach Larry Krystkowiak dà l’idea di essere, fra le quattro, quella capace d’offrire il rapporto più equilibrato fra eventuali spazi a disposizione per Moretti, competitività della conference d’appartenenza e attuale stabilità interna al programma. Gli Utes hanno già un esterno in arrivo – Christian PoPoola Jr., un 3-star recruit – e dovrebbero puntare con molta decisione sull’italiano, probabilmente offrendo lui un immediato ruolo di primo piano, anche perché i due esterni che avevano dato il maggior contributo realizzativo nella passata stagione sono entrambi in uscita (Lorenzo Bonam ha terminato il proprio ciclo, Devon Daniels si è trasferito a NC State).

2016/17 SERIE A2 STATS

37 partite, regular season + playoff

- MIN PTS FG 2P 3P FT REB AST STL TO
AVG 27.9 12.7 3.7/9.7 2.1/5.4 1.6/4.4 3.6/4.1 2.6 2.2 0.8 2.2
TOT 1033 469 138/360 77/198 61/162 132/153 97 83 31 80
% - - 38.3 38.9 37.7 86.3 - - - -

 

FIBA U18 EUROPEAN CHAMPIONSHIP MIXTAPE (December 2016)

© photo: Riccardo Gregolin | Treviso Basket