Nazionale U16

Analisi FIBA U16 Europe 2015

Analisi FIBA U16 Europe 2015. La Nazionale U16 chiude al 10° posto l’Europeo di Kaunas con un bilancio di 6 vittorie e 3 sconfitte. Decisive, ai fini del piazzamento finale, le due sconfitte subite contro Bosnia e Serbia nel first round.

First round:

  • Italia-Finlandia 68-65: esordio tutt’altro che scontato per gli azzurri di coach Bocchino. Un super De Zardo nel primo tempo tiene a contatto gli azzurri, ben supportato da Trapani e Stefanini. La Finlandia si regge sulle spalle di un ottimo Valtonen, ma è l’Italia a strappare la vittoria nel finale grazie alla pesantissima tripla di Valentini che chiude virtualmente l’incontro sul 65-60 a 20″ dalla fine. Trapani con 20 punti il miglior realizzatore azzurro.
  • Italia-Bosnia ed Erzegovina 65-77: Dzanan Musa, un nome e un cognome che schiantano senza mezzi termini i ragazzi di coach Bocchino. 23 punti, 19 rimbalzi, 7 assist e 7 falli subiti nella straordinaria partita del poi MVP dell’Europeo. L’Italia paga sopratutto un parziale di 5-25 nel secondo quarto, non riuscendo più ad avvicinarsi nel punteggio. Buone le prove di Caruso (16 punti + 13 rimbalzi), Serpilli (12 punti) e Valentini (13 punti + 6 palle rubate).
  • Italia-Serbia 77-79: per uno strano intreccio di risultati, all’Italia sarebbe bastato perdere di 2 punti se la Bosnia avesse battuto la Finlandia. L’Italia perde di 2 punti, la Finlandia supera 82-78 la Bosnia e gli azzurri restano fuori dalle prime 8 del torneo. Gara stranissima, continui strappi da una parte e dall’altra con l’Italia guidata da un fantastico Stefanini (24 punti in 28 minuti). Nel finale gli azzurri sciupano 7 lunghezze di vantaggio e la Serbia può festeggiare la vittoria.

 

Classification round:

  • Italia-Israele 84-73: l’Italia riscatta la cocente delusione del first round con una bella vittoria contro Israele. 5 i ragazzi in doppia cifra per coach Bocchino: Valentini, Trapani, Ebeling, Caruso e Stefanini. Italia che dopo un primo tempo di studio (+4 azzurri, 51-47) mette la freccia nel terzo periodo grazie a un parziale di 18-9.
  • Italia-Lettonia 58-49: gli azzurri sbrigano la pratica Lettonia fin dai primi 20 minuti di gioco, grazie a un doppio 17-9 di parziale. Le difficoltà del first round sono ormai dimenticate ed il gioco mostrato è decisamente migliore. Ancora una volta Stefanini grande protagonista con 17 punti e 7 rimbalzi, mentre Caruso è una certezza nel pitturato con 14 punti, 9 rimbalzi e 5 stoppate. Doppia cifra anche per Ebeling con 11 punti. Con questa vittoria l’Italia accede ai classification games per il 9° posto

 

Classification games 9th – 16th place:

  • Italia-Grecia 62-45: coach Bocchino accorcia sensibilmente le rotazioni (DNP per Laganà, Dellosto e Donda) ma trova un ottimo Vigori fino ad oggi poco utilizzato. Il match è già indirizzato sulla strada degli azzurri nel primo tempo, chiuso sul punteggio di 35-9. Nonostante un blackout nel terzo quarto di gioco (7-21 il parziale in favore della Grecia), l’Italia strappa la vittoria grazie alle doppie doppie di Ebeling e De Zardo (15 punti + 12 rimbalzi per il primo, 13 punti + 11 rimbalzi per il secondo)
  • Italia-Montenegro 73-65: ancora una vittoria per l’Italia, che vuole raggiungere l’obiettivo 9° posto dopo aver fallito l’accesso ai quarti di finale. Sono i quarti dispari quelli in cui l’Italia fa la differenza contro il Montenegro: l’attacco corale porta in doppia cifra i soli Ebeling e Stefanini, ma tutti i ragazzi schierati da coach Bocchino portano il loro contributo, fondamentale, per la vittoria finale
  • Italia-Croazia 68-76: l’Italia esce sconfitta nella finalina per il 9° posto sotto i colpi di Jularic e Bajo. Dopo un buon avvio (22-18 alla fine dei primi 10 minuti), l’Italia si scioglie un po’ concedendo troppo ai croati. I soli Serpilli e Valentini provano a dare la scossa ma non basta: il 25.6% dalla linea dei 3 punti ed il 57.7% dalla lunetta condannano i nostri alla sconfitta.

 

Analisi FIBA U16 Europe 2015

10° posto: 24.2% al tiro da 3 punti, terz’ultimo dato dell’intero Europeo. Questo è stato il grosso problema della nazionale Under 16 di coach Bocchino, sopratutto nella prima fase del torneo. Una squadra con così tanti tiratori è normale che soffra se il tiro dalla lunga distanza non va.

Il 10° posto sta sicuramente stretto all’Italia per le potenzialità del gruppo azzurro, ma non basta di certo averne per ottenere delle vittorie. La gara contro la Serbia è stata l’emblema del nostro Europeo, con i ragazzi festanti nonostante una sconfitta che ci avrebbe poi di fatto eliminato dai giochi che contano. A questo livello, se non giochi tutte le partite alla morte, le gare non le porti a casa.

Venendo ai singoli, colpevolmente lasciato seduto Stefanini in più di un’occasione, quando si è dimostrato uno dei più in forma nell’arco dell’Europeo. I due lunghi Vigori e Donda, seppur ancora piuttosto acerbi, avrebbero sicuramente fatto comodo se schierati in determinati frangenti delle partite.

La difesa mostrata è stata di buon livello, ma su questo non c’erano dubbi. L’attacco azzurro, anche in questo Europeo, è stato più o meno il copia e incolla di quello utilizzato nella nazionale maggiore, ma gli interpreti non sono oggettivamente gli stessi: utilizzare Serpilli o De Zardo per portare i blocchi significa non sfruttare le loro caratteristiche. Caratteristiche che, lo staff azzurro, dovrebbe conoscere e valutarne i progressi durante il corso delle stagioni…

Il leader: squadra particolare quella dei ’99. Sebbene più o meno tutti i ragazzi abbiano avuti degli alti e bassi, il più costante e affidabile come rendimento è stato sicuramente Guglielmo Caruso. Limitato dai falli in un paio di gare, nelle altre ha  dimostrato tutto il suo repertorio tecnico fatto di penetrazioni, movimenti in post basso, rimbalzi e stoppate. Chiude l’Europeo con 10 punti, 7.9 rimbalzi e 4.1 (!) stoppate di media, sicuramente uno dei migliori lunghi dell’Europeo Under 16.

Deve migliorare sicuramente il gioco in post basso, aggiungendo ulteriori movimenti offensivi, e la capacità di attaccare l’avversario lontano dal canestro, ma le potenzialità e la struttura fisica sono assolutamente di primo livello.

I lunghi: oltre al già citato Caruso, il pacchetto di lunghi era formato da Ebeling, Serpilli, Vigori e Donda. Partiamo proprio dagli ultimi due, simili per caratteristiche fisiche e allo stesso livello nello sviluppo del proprio gioco. Vigori e Donda sono due giocatori su cui sicuramente puntare nei prossimi anni, ma ad oggi non pronti per un Europeo U16, se non con determinati compiti in momenti dei match. Lo staff azzurro ha deciso di convocarli, ma sono state diverse le gare in cui non si sono alzati nemmeno dalla panchina. Quando chiamati in causa hanno sicuramente dato il massimo, facendo anche vedere discrete cose.

Ebeling e Serpilli sono stati utilizzati per larghi tratti come numeri 4 perimentrali. Come scelta può starci, hanno centimetri e fisicità per poterci giocare, ma si sono ritrovati ben presto a portare una serie continua di blocchi per i compagni ed a tirare solamente sugli scarichi. Sono entrambi tra i migliori prospetti azzurri e il tempo è sicuramente dalla loro parte: giudichiamo positivo l’Europeo di entrambi, capaci di rendersi utili con punti, rimbalzi e presenza difensiva.

Gli esterni: il pacchetto a disposizione di coach Bocchino era di tutto rispetto. Un playmaker puro come Pajola, Valentini e Trapani in grado di colpire con costanza dalla lunga distanza e  Stefanini e De Zardo capaci di costruire canestri con il loro 1c1. Pajola si è distinto per quelle che sono le sue caratteristiche: gestione dei ritmi, assist, costruzione del gioco offensivo. Deve migliorare sicuramente nel tiro da fuori, ma questo è un playmaker di oltre 190 cm che sa giocare a pallacanestro, poche storie.

Valentini e Trapani avevano il compito di “aprire” le difese avversarie grazie alle loro capacità balistiche. Sopratutto Trapani ha giocato un Europeo di ottimo livello, togliendo parecchie castagne dal fuoco a coach Bocchino con dei tiri “ignoranti”. Un po’ piccolino forse per il ruolo, non si è lasciato impaurire dai lunghi avversari sfidandoli molte volte e uscendone spesso o con 2 punti o con un fallo subito. Più altalenante l’Europeo di Valentini, capace di decidere la prima sfida contro la Finlandia ma non sempre incisivo nelle gare successive. Capisce ottimamente il gioco ed è sempre sulle linee di passaggio in difesa, ma deve sicuramente migliorare il gioco in 1c1 e la velocità di base.

Stefanini, come già anticipato, è stato colpevolmente lasciato in panchina in più di un frangente. Esterno con una fisicità da giocatore di livello Europeo, ha dimostrato di saper spaccare le partite se messo in campo. Il suo Europeo è andato in crescendo, grazie alla sua capacità di segnare in ogni modo. Giocatore solido, che conosce quali sono i propri mezzi sui due lati del campo ed è bravissimo nel sfruttarli.

Altalenante anche l’Europeo di Lorenzo De Zardo, partito fortissimo contro la Finlandia e risucchiato poi nei problemi offensivi della squadra. Ha litigato (eufemismo) per tutta la manifestazione con il tiro da fuori, ma nei 23 minuti di media concessi ha messo a segno 6.1 punti, catturato 4.8 rimbalzi e smazzato 1.5 assist, oltre a 1.8 palloni recuperati. Giocatore in via di definizione, deve ancora capire cosa vuole fare “da grande” (inteso se giocare come guardia o come ala piccola), ma è sicuramente uno dei talenti più cristallini del panorama italiano ed Europeo.

I 2000: i due “baby” del gruppo sono stati Laganà e Dellosto. Difficile giudicare il loro Europeo: pochi minuti per entrambi e, quando utilizzati, non è stato facile per loro entrare immediatamente in ritmo. Un anno di differenza di età conta, specialmente a questo livello, ma già dal Torneo dell’Amicizia di Seregno riservato alla loro annata hanno fatto vedere di che pasta sono fatti.

 

© photo: FIP