High School

Dalla via Emilia al basket USA: Thomas Binelli

L’approfondimento di Luca Aquino (Corrieri di Bologna) su Thomas Binelli, prossimo alla scelta del college.

Da San Lazzaro al basket universitario americano. La via comincia a essere battuta con continuità da giovani bolognesi che, attraverso la pallacanestro, si imbarcano in un’esperienza di vita, sport e studio oltreoceano.

Di Gabriele Stefanini, partito dalla BSL prima di approdare a Reggio Emilia e poi volare alla Bergen High School del New Jersey, si è già parlato. Guardia del ’99, ha già annunciato che nella prossima stagione giocherà a Columbia, prestigioso ateneo newyorkese che oltre al basket gli consentirà sbocchi accademici di alto livello.

Con lui, ha fatto lo stesso percorso Thomas Binelli, 17enne figlio dell’ex capitano della Virtus. San Lazzaro, Reggio Emilia e poi Oradell, nel New Jersey, dove ha sede la Bergen Catholic High School.

Thomas è un’ala di 2.05 con un ottimo tiro da fuori e anche per lui si apriranno presto le porte del college. Sul suo tavolo ci sono infatti una dozzina di offerte di borse di studio, c’è solo da sfogliare la margherita su quale ateneo scegliere.

 

Questo, come per Stefanini, è il suo ultimo anno di high school, quindi avrà tempo fino ad aprile-maggio per scegliere quale università frequentare. Come è prassi negli Stati Uniti, visiterà i campus, le strutture sportive, ascolterà studenti e professori dipingergli le qualità dei loro college e poi arriverà il momento della scelta.

L’obiettivo era questo quando, lo scorso anno, Thomas ha deciso di imbarcarsi in questa avventura seguendo le orme paterne. Gus aveva infatti frequentato dal 1981 al 1983 la Lutheran High School di Long Island, un’oretta di distanza da Oradell attraversando Manhattan per poi arrivare nel New Jersey.

Thomas è un giocatore diverso dal padre (centro di grande tecnica e 2.13), più esterno ma con 205 centimetri che uniti al raggio di tiro hanno attirato l’interesse di numerosi college. Lo scorso anno ha segnato 27 canestri da tre in 13 partite, mettendo a segno il tiro della vittoria 54-52 contro Our Saviour Lutheran.

In Italia frequentava il liceo linguistico, quindi l’ostacolo della lingua non è stato insormontabile, mentre in campo indossa il numero 0: “Lo interpreto come ricomincia tutto da zero – ha spiegato in un’intervista -. Quello che hai fatto prima di arrivare qui non conta, riparti, dai il meglio e non guardare in faccia nessuno“.

 

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Fonte: Luca Aquino – Corriere di Bologna
© photo: facebook.com/thomas.binelli.5