Il recap della Novipiù Europe Cup 2017

L’analisi dei migliori italiani protagonisti a Moncalieri nella 2a edizione della Novipiù Europe Cup.

— con la collaborazione di Lorenzo Novarina —

L’edizione 2017 della Novipiù Europe Cup ha messo in mostra diversi giocatori italiani di sicuro interesse, anche in ottica Nazionale Under 16.

Di seguito vi proponiamo un recap su quelli che, a nostro avviso, sono stati i migliori. Per ogni giocatore potete trovare una descrizione ed il relativo video highlights.

 

EDOARDO BUFFO: tanta personalità e quantità, nel bene e nel male, per l’ex Cernusco, che riesce a coniugare stazza fisica (per il ruolo) e abilità tecnica, uscendo però ogni tanto dai binari della partita. Migliorabile e assolutamente da migliorare il tiro dalla distanza (20% durante il torneo), vera chiave per uno step in avanti che in molti si attendono. Non disdegna il gioco in avvicinamento a canestro, riconoscendo il vantaggio a livello fisico sull’avversario. Ottimo istinto per la palla rubata, mentre la ricerca di azioni, a volte, troppo estemporanee gli fanno perdere troppi palloni nella metà campo offensiva. Da riconoscere al fratello minore di Alessandro la volontà di prendere in mano il proprio team in momenti critici della gara.

 

LORENZO CHERUBINI: realizzatore di razza la combo guard della Novipiù Campus, ad oggi maggiormente incisivo nel capitalizzare i giochi piuttosto che nel costruirli. Capace di segnare praticamente in qualunque modo, ha grande fiducia nel proprio tiro, anche se le percentuali sono altalenanti. Molto efficace in penetrazione, riesce a trovare il canestro anche in situazioni critiche. La meccanica di tiro è invece perfezionabile: l’ex Pallacanestro Reggiana, infatti, tende a non accompagnare la propria conclusione con la mano d’appoggio, perdendo stabilità. Da migliorare gioco ed abitudine a giocare lontano dalla palla.

 

LEONARDO DA CAMPO: ala grande di ottima fattura tecnica, molto bello da vedere, ma non sempre altrettanto efficace, specie quando il gioco si fa più ruvido. Ha una padronanza dei fondamentali di livello assoluto, soprattutto nei pressi del canestro, così come un ottimo istinto per il rimbalzo (agevolato dalle braccia molto lunghe di cui dispone). Piace la sua capacità di catturare il rimbalzo in due tempi. Deve aumentare la rapidità e l’aggressività che riversa sul parquet. Per migliorare ulteriormente ed aumentare di pericolosità dovrà inserire nel proprio bagaglio un gioco credibile fronte a canestro e la capacità di colpire dalla media-lunga distanza. Molto attento e sveglio su entrambe le metà campo, percepisce in anticipo lo sviluppo dell’azione.

 

SIMONE DONEDA: l’ex Bluorobica Bergamo impressiona sempre per come riesca ad abbinare taglia fisica e coordinazione, rendendogli possibile virtualmente qualsiasi cosa. Schierato in entrambe le posizioni di lungo, più di una volta lo si è visto portare palla nella metà campo offensiva o attaccare fronte canestro dal palleggio. Da migliorare però il baricentro (troppo alto), la meccanica di tiro e la tendenza al fallo (nel torneo quasi 4 di media in poco più di 18′ di utilizzo). Riesce a giocare facilmente sopra il ferro, ma fa ancora troppo affidamento sull’atletismo e, in fase difensiva, tende a cercare sempre la stoppata.

 

MARCO GIANNINI: guardia molto interessante del vivaio reggiano. Abbina potenza fisica ad atletismo e ha fatto registrare miglioramenti nel tiro dalla distanza, anche se la meccanica è stilisticamente perfezionabile dalla presa del pallone fino al rilascio. Predilige attaccare il canestro da palleggio aperto, sfruttando due gambe pazzesche, che gli consentono di arrivare al livello del ferro anche contro i lunghi avversari. Progressi anche nel controllo del corpo: lo si è visto andare fuori controllo o commettere infrazione di passi con meno frequenza rispetto al passato.

 

SASHA MATTIAS GRANT: fisico e stazza impressionanti per l’ala sarda che, ad oggi, risulta essere uno dei migliori classe 2002 di tutta la nazione. Telaio impressionante su cui si può costruire molto, ama attaccare dal palleggio e chiudere a canestro sfruttando il fisico. Per essere più efficace dovrà lavorare molto sul tiro dal palleggio e dalla lunga distanza, caratteristiche che potrebbero renderlo un giocatore pressoché inarrestabile. Da migliorare anche la fiducia nella mano debole ed il relativo utilizzo. Bravo anche nel gioco spalle a canestro, dove sfrutta la fisicità rispetto a dei movimenti veri e propri. Piace l’aggressività con cui va a rimbalzo, sopratutto nella metà campo offensiva.

 

NICOLO’ IANUALE: probabilmente il giocatore italiano maggiormente pronto visto al torneo, astuzia e concretezza, specie nella metà campo difensiva, i suoi marchi di fabbrica. Mette grande energia in campo (forse anche troppa) e il suo infortunio ha certamente inciso sul piazzamento finale della Novipiù Campus. Ha potenzialità per essere, anche in futuro, un’ala piccola molto fisica, ma per far si che ciò avvenga deve cercare di allontanarsi dal canestro e migliorare il ball handling. Lavora duro sotto i tabelloni, anche contro avversari a cui rende diversi centimetri.

 

MAXIMILIAN LADURNER: vistosi miglioramenti, che fanno ben sperare, per il lungo trentino. Grossi passi in avanti per quanto riguarda la fluidità di tiro dalla media distanza (ancora da migliorare invece la meccanica, così come l’equilibrio), la coordinazione motoria e il senso della posizione sul campo. Da aggiungere al proprio repertorio c’è ancora tanto, a partire da qualche movimento efficace spalle a canestro, finendo con la mobilità (specie laterale) che risulta ormai fondamentale nel gioco odierno. Tende ad evitare i contatti, sia in avvicinamento a canestro che a rimbalzo.

 

LEONARDO PELLICIARI: ottimo il torneo disputato dal tiratore di coach Quarta, che chiude il torneo di Moncalieri oltre la doppia cifra di media (11 PPG). Buono il telaio fisico di cui dispone, che gli consente di essere efficace anche in penetrazione. Ha grande fiducia nel proprio tiro dalla lunga distanza, al quale abbina una discreta dose di faccia tosta che gli permette di realizzare anche ben oltre la linea dei 6,75. Si è rivelato un terminale offensivo importante per la Pallacanestro Reggiana ed è stato in grado di non far rimpiangere, per quanto possibile, l’assenza per infortunio di Carlo Porfilio.

 

MARCO RUPIL: la guardia borgomanerese soffre, probabilmente più di tutti, la riduzione dei possessi rispetto al numero che ha a disposizione quando gioca con la propria squadra ed è proprio qui che deve migliorare per poter sfruttare al meglio lo straordinario tiro di cui dispone. E’ in grado di costruirsi il tiro in autonomia, così come di segnare da ricezione. Ottimi il lavoro senza palla e la capacità di compattare il corpo (partendo dai piedi) in pochi attimi per concludere dalla distanza. Provato per l’occasione anche da playmaker, ruolo che gli potrà appartenere in futuro dato il buon IQ cestistico, ma che ancora deve imparare a fare proprio.

 

ANTONIO JACOPO SOVIERO: tanta grinta e voglia di fare per l’esterno campano, ai quali aggiunge un innato senso del canestro, che gli permettono di essere spesso protagonista sul campo. Da migliorare le scelte a livello offensivo, dove troppo spesso si trova in situazioni critiche (da riconoscere, però, la capacità di uscirne). Tiratore di striscia, in grado di accendersi in pochi istanti. Rispetto al passato sembra in grado di attendere maggiormente che la gara vada da lui, non uscendo mentalmente dalla partita.

 

© photo: Marco Magosso