Nazionale U18

Caruso vuole mettere la propria esperienza al servizio dei compagni

Abbiamo tradotto un articolo/intervista del sito FIBA su Guglielmo Caruso, uno dei giocatori di punta dell’Italia U18 che oggi esordisce agli Europei.

Articolo originale: Caruso wants to pass along his big game experience to Italy team-mates

 

Guglielmo Caruso sa qualcosa sul giocare importanti partite internazionali e sull’avervi successo. L’ala grande italiana vuole condividere quell’esperienza coi suoi compagni agli Europei U18.

Caruso diede una mano all’Italia nel conquistare il terzo posto agli Europei U18 dell’anno scorso, primo podio italiano nella categoria dopo il bronzo del 2005. Il lungo di 2.05 m è stato poi parte della squadra italiana che ha sorpreso molti finendo seconda ai Mondiali U19 de Il Cairo.

In entrambi i tornei, Caruso ha giocato insieme al playmaker Alessandro Pajola, ovvero i due soli giocatori sottoetà (di un anno).

«I tornei U18 e U19 ci hanno trasmesso maggior esperienza e gestire le emozioni in partita sarà più facile», dice Caruso, il quale ha viaggiato a quota 4.0 punti e 3.2 rimbalzi di media agli Europei U18 del 2016 e a 3.7 punti e 2.7 rimbalzi ai Mondiali U19.

 

«Ho imparato molte cose a Il Cairo. La più importante è che una squadra solida e unita può fare molto bene in un torneo difficile», dice Caruso.

Il nativo di Napoli non fissa obiettivi particolarmente alti per l’Europeo slovacco nel quale l’Italia affronterà Serbia, Spagna e Ucraina nel Gruppo B.

«L’obiettivo di squadra è di finire fra le migliori otto del torneo», dice Caruso.

L’ala grande decisamente non vede l’ora di avere un’altra opportunità di giocare insieme a Pajola, suo compagno di squadra anche agli Europei U16 del 2015.

L’abbraccio fra Caruso e Pajola al termine della semifinale vinta contro la Spagna ai Mondiali U19

«Sarà davvero divertente. Siamo amici da tre-quattro anni. Ho giocato un sacco di partite con lui e andiamo d’accordo in campo. Insieme ad Alessandro, spero di poter dare un po’ d’esperienza al resto del gruppo U18 e di fare un buon torneo.»

Caruso ha cominciato a giocare a basket all’età di 12 anni, soprattutto perché famiglia e amici gli consigliarono di provare vista la sua altezza.

«Quando cominciai a giocare a basket mi piaceva tanto Tim Duncan perché era molto tecnico, ma qualche anno fa ho avuto l’opportunità di conoscere Valerio Amoroso, giocatore di Serie A nato nella mia stessa città. Mi piace molto come giocatore.»

Caruso poi si trasferì da Napoli a Torino per giocare con la PMS Moncalieri, soprattutto per lavorare col suo concittadino Vincenzo Di Meglio, coach del club.

«Decisi di trasferirmi a Torino perché sapevo che fosse un’opportunità importante per migliorarmi, e un fattore importante era la presenza di Vincenzo Di Meglio. Dal mio primo allenamento con Vincenzo capii che con lui potevo migliorare tanto.»

 

Caruso ha compiuto passi avanti importanti e anche ottenuto alcuni minuti in Serie B con la PMS.

«Giocare in Serie B è stata un’ottima opportunità per crescere e affrontare molti avversari forti. Ho imparato molto, soprattutto dai veterani della squadra», dice Caruso.

Adesso è ora che Caruso passi la propria esperienza ai suoi compagni in Slovacchia.

 

© photo: fiba.com

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