Nicholas Behne racconta la sua esperienza a Trieste

Behne, responsabile del settore giovanile dell’Alba Berlino, racconta il weekend vissuto dalla sua squadra a Trieste.

Nicholas Behne, responsabile del settore giovanile dell’Alba Berlino, è stato ospite per un weekend della ASD baskeTrieste. Pubblichiamo un’intervista realizzata da Giuseppe Giordano in cui il coach tedesco racconta la propria tre giorni triestina.

 

Perché hai scelto Trieste come meta per la tua preseason?
Come obiettivo per la preseason del nostro team Under 13 cercavamo un contesto competitivo a livello internazionale. La situazione in Germania permette di avere solo poche squadre con cui competere per partite di alto livello; inoltre, come società siamo sempre stati interessati a confrontarci con team di altre nazioni. Queste opportunità non portano soltanto nuove sfide in ambito sportivo, ma offrono anche occasioni per i nostri giocatori di entrare in contatto con una cultura diversa e conoscere ragazzi di altre nazioni, con cui condividono una grande passione comune: il basket. Sapevo che andare a Trieste avrebbe garantito una grandissima esperienza per la nostra squadra: i ragazzi hanno avuto l’opportunità di aprire i loro orizzonti e formare il loro carattere vivendo non solo un’ambiente stimolante in campo, ma anche nelle famiglie di cui erano ospiti.

 

Quali erano le tue aspettative?
Sono arrivato a Trieste con il presupposto di trovare partite molto combattute che ci avrebbero messo alla prova, sia fisicamente che mentalmente, e di fare buoni allenamenti tra i match. Fuori dal campo mi aspettavo una grande opportunità per i ragazzi con le famiglie da cui sono stati ospitati. I ragazzi erano un po’ spaventati, alla partenza, di essere per un week end in famiglie che non conoscevano in una nazione straniera dove nessuno parlasse la loro lingua, ma io sapevo che sarebbero stati accolti con grande ospitalità ed affetto.

 

Quali, invece, i tuoi obiettivi riguardo questa esperienza?
L’obiettivo principale per noi era di crescere come squadra, volevamo metterci alla prova sia in campo che fuori. Volevamo migliorare come giocatori di basket ma anche come persone, andando oltre i nostri limiti, fuori dalla nostra comfort zone. Con questo viaggio a Trieste abbiamo raggiunto entrambi gli obiettivi. I ragazzi hanno dovuto superare il blocco di vivere nelle famiglie da cui erano ospitati e hanno vissuto davvero una grande esperienza. Si sono goduti ogni momento e sono stati sommersi dall’ospitalità italiana e dalla quantità di buon cibo. In campo ci siamo confrontati con l’intenso pressing a tutto campo e la difesa fisica delle squadre italiane. Tutti i nostri giocatori sentivano la pressione prima di entrare in campo ma, partita dopo partita, hanno imparato a conviverci e sono stati molto bravi a gestirla, incanalandola al meglio.

 

Cosa ne pensi di baskeTrieste e l’atmosfera nel club?
Ci è davvero piaciuta l’atmosfera di baskeTrieste. Quando sei con i coach e i dirigenti del settore giovanile della Pallacanestro Trieste 2004, si riesce a sentire l’energia positiva che trasmettono. È un’ambiente che, sicuramente, permette al basket italiano di sviluppare dei buoni giocatori. Tutti, nel club, sono stati molto disponibili e ci hanno accolto in maniera molto calorosa. È stato fantastico poter essere al PalaTrieste per il Torneo “Città di Trieste”, dove abbiamo potuto vedere il Partizan affrontare le due squadre più rappresentative della regione e andare sul parquet durante la presentazione dei team è stato un momento indimenticabile per i nostri ragazzi. Mi piacerebbe poter ringraziare il dirigente del team U13 di Trieste, Gigi (Bonano) che ha organizzato un weekend fantastico. È sempre stato con noi, pronto ad aiutarci e sempre di ottimo umore e con grande senso dell’umorismo! Thank you, Gigi!

 

Com’è stato lavorare con Alessandro Nocera e il suo staff?
Ho conosciuto Alessandro qualche anno fa in un torneo e ci siamo subito capiti al volo: ho sempre apprezzato molto il suo lavoro e il suo modo di allenare. Credo che abbiamo idee molto simili su come il basket debba essere insegnato. È un allenatore che lavora duro 24 ore su 24, oltre ad essere una persona fantastica. Non mi stupisce vedere che il suo staff condivide le sue idee e il suo entusiasmo per il gioco. E sono stati sempre pronti a discutere e confrontarsi sul basket.

 

Cosa credi che tu, ed il tuo team, abbiate imparato a Trieste?
Penso che la più grande lezione che abbiamo imparato sia essere più forti mentalmente, essere capaci di cambiare i nostri piani tattici anche sotto pressione. Abbiamo giocato grandi partite, che ci aiuteranno per il nostro futuro. Avremo una esperienza maggiore e saremo capaci di gestire situazione simili in modo migliore. Ogni partita è una grande opportunità per provare le nostre idee e più ardua è la competizione e più possiamo imparare. Inoltre, credo che stare in una famiglia del posto abbia aiutato i giocatori a diventare più indipendenti, sicuri di sé e di larghe vedute.

 

Nel tuo clinic per allenatori, hai allenato uno dei nostri team. Cosa pensi del lavoro che baskeTrieste sta svolgendo con i suoi giocatori?
Mi piace molto il modo in cui i ragazzi di baskeTrieste giocano: mostrano molto cuore, lottano in difesa e non smettono mai di essere aggressivi. Offensivamente parlando sanno come giocare: hanno buone spaziature, muovono la palla e sanno come spaccare la difesa una volta ottenuto il vantaggio. Secondo me questo è importante nel basket: sapere come creare un vantaggio con un buon 1-contro-1 con e senza la palla, con un buon movimento della palla e letture della difesa e da qui essere in grado di aumentare il vantaggio e trovare soluzioni per segnare.

 

Fonte: Giuseppe Giordano | Responsabile Comunicazione ASD baskeTrieste