ITALHOOP intervista David Okeke

David Albright Okeke, classe ‘98, è il nuovo investimento per il futuro dell’Auxilium Torino.

Di origini nigeriane, ma italiano a tutti gli effetti, David Albright Okeke nasce a Monza il 15 settembre 1998, ed è uno dei prospetti più interessanti del panorama cestistico nazionale.

Ora il giovane talento, residente a Novara, veste la maglia dell’Auxilium Torino, squadra militante in Legabasket Serie A, ovvero la massima serie italiana.

Eppure la pallacanestro non fu la sua prima scelta: da bambino, infatti, David scelse il calcio come disciplina da praticare, ma ben presto si accorse di non essere portato e virò sulla pallacanestro. Per conoscere e farvi conoscere meglio David, gli abbiamo posto qualche domanda.

 

Innanzitutto, chi è David Okeke?
Sono un’ala piccola di 205 centimetri per 94 chilogrammi a cui piace molto attaccare il ferro, giocando sia in 1-contro-1 che in post basso e tirare da 3 punti. Questi penso siano i miei punti forti, mentre per quanto riguarda i punti deboli sto lavorando molto sulla difesa, in cui sono un po’ deficitario e sulla fisicità.

E fuori dal campo?
Fuori dal campo mi piace rilassarmi: esco con gli amici, guardo film ed ascolto musica.

Quali sono i giocatori a cui ti ispiri?
Ci sono tanti giocatori che seguo con attenzione, ma quello a cui mi ispiro maggiormente è Kobe Bryant, per agonismo e “fame” che ha riversato in campo in questi anni.

Il tuo primo sport fu il calcio, quand’è che hai deciso di voler giocare a basket?
Ho deciso di giocare a basket nel momento in cui ho capito che il calcio non faceva più per me: io crescevo sempre di più, perciò man mano perdevo quell’agilità che hai quando sei più piccolo e ciò mi rendeva troppo complicati molti movimenti caratteristici del calcio.

Quando ti sei accorto che la pallacanestro potesse diventare per te qualcosa in più di un semplice passatempo?
Nel periodo in cui stavano arrivando sempre più frequentemente risultati sul campo, sia individuali che di squadra. Giocare a basket mi piaceva al punto tale che decisi di volerlo fare per tutta la mia vita!

Cosa ti ha portato a scegliere di giocare per l’Auxilium Torino?
Quello che mi ha spinto a giocare per Torino è innanzitutto l’ottimo ambiente che si respira qui. I tifosi sono sempre calorosi e rumorosi durante le partite per sostenerci. Inoltre con Torino avrei avuto l’occasione di fare la mia prima esperienza in un campionato professionistico come la Legabasket Seria A: non mi sembrava vero!

Cosa ti aspetti da questa esperienza?
Mi aspetto principalmente di lavorare e migliorare per essere preparato e conquistarmi più fiducia e minuti possibili.

Quest’anno ti stai confrontando con molti giocatori di livello internazionale, tra i quali White che ha anche giocato in NBA. Quali sono state le prime impressioni che hai avuto?
Giocare con giocatori come White, Washigton e gli altri è un privilegio per me, perché possono darmi molti consigli, avendo molta più esperienza di me. Tutti cercano di aiutarmi ed è per questo che mi piace molto far parte di questo gruppo.

Senza dimenticare che sei anche impegnato nel campionato Under 20 Eccellenza. Quali sono gli obiettivi con la maglia del College Borgomanero?
L’obiettivo è sicuramente quello di raggiungere le Finali Nazionali e poi, arrivati a quel punto, giocarcela fino in fondo per provare ad essere tra le migliori squadre d’Italia.

Come hai vissuto l’anno scorso l’esperienza delle Finali Nazionali?
E’ stata un’esperienza fantastica, conclusasi purtroppo con la sconfitta contro una grande squadra come la Virtus Bologna. Quella sconfitta ci ha fatto maturare ed abbiamo sicuramente imparato dai nostri errori. Al tempo stesso, però, eravamo tutti molto tristi perchè non sapevamo se come squadra ci saremmo rivisti e dopo due anni stupendi, in cui siamo riusciti a raggiungere grandi traguardi, questo faceva molto male.

Sempre l’anno passato hai anche esordito in Serie B. Quali sono le differenze tra il basket giovanile e quello senior?
La differenza è enorme, dalla fisicità al ritmo di gioco, fino ad arrivare all’intensità. Cambia molto inoltre il livello degli avversari con cui competi, che hanno alle spalle diverse esperienze, mentre invece tu provieni da un altro tipo di campionato in cui eri abituato a giocare in modi diversi e con responsabilità diverse.

C’è una persona in particolare che è stata finora fondamentale nella tua carriera cestistica?
Nessuno in particolare, ma voglio ringraziare tutti i miei allenatori e la mia famiglia che mi ha sempre supportato.

Hai mai pensato alla NCAA?
Si ci ho pensato e non sarebbe male magari in futuro poterci andare.

Per concludere, capitolo nazionale: ci hai mai pensato? Nigeria o Italia?
Dico Italia perché è il paese dove sono nato e cresciuto, però non dimentico mai le mie origini e penso che questa sia una cosa fondamentale.

 

Autore: Lorenzo Novarina
© photo: facebook.com/FiatTorinoAuxilium